jump to navigation

Essere Steve Jobs 28 gennaio 2011

Posted by Matteo Contin in Carmine Gallo.
Tags: , ,
add a comment

Essere Steve Jobs
di Carmine Gallo
Sperling & Kupfer, 2010 (266 pag.)

-STEVE JOBS E I PANTALONI BIANCHI-

Perchè vuoi essere Steve Jobs? Forse per avere l’alibi di indossare quegli orrendi jeans bianchi che rimandano (così, non che ci creda poi molto) alle cuffie di un iPod? No, perchè hai davvero bisogno di una scusa plausibile per indossare quei pantaloni bianchi, soprattutto ora che è inverno e solo il bianco aumenta il valore del freddo percepito dai miei occhi. I colori sono importanti. Il treno fuori è rosso per dare l’idea di energia, dinamismo, forza. Il treno dentro è blu per rilassarci, calmarci, non farci arrabbiare. Ecco, gli uomini dei treni queste cose le hanno studiate bene, ma non avevano previsto che qualcuno, un giorno, sarebbe salito sul treno con dei pantaloni bianchi distruggendo tutto quel fittizio ma rassicurante equilibrio che loro avevano creato per noi. Giusto per farti capire, Steve Jobs i pantaloni bianchi non se li è mai messi.

Annunci

Pippi Calzelunghe 24 gennaio 2011

Posted by Matteo Contin in Astrid Lindgren.
Tags: ,
add a comment

Pippi Calzelunghe
di Astrid Lindgren
Salani, 2009 (273 pag.)

-UN LIBRO E’ UNA COPERTA-

Stavo scendendo dal treno ed eri seduta nell’ultimo posto del vagone, quello più vicino alla porta a cui è vietato appoggiarsi. Avevi un cappello di lana, senza pon-pon. Peccato perchè il pon-pon sarebbe stato bene abbinato alle tue guance troppo rosse, forse per il freddo oppure forse per una scelta tutta loro di rimanere rosse per sempre. Stringevi il libro vicinissimo al tuo volto, tirato vicino agli occhi come una coperta fatta per proteggerti dai brutti sogni e dal buio.
La tua bocca leggeva ogni singola parola, vedevo le tue labbra e mi chiedevo perchè tu che hai quarant’anni leggi a voce alta. E mentre il treno si avvicinava alla stazione, io mi avvicinavo a te e capivo, passo dopo passo tra i piedi della gente, che avevi quarant’anni ma era come se fossi ancora un poco bambina (chissà chi aveva voluto questa cosa) e avessi imparato a leggere che ne so, tipo da un anno. Era come se facevi la seconda elementare e la tua testa batteva il ritmo della parole che si perdevano subito in una frenata improvvisa, in un annuncio metallico, nella voce unica del vagone.
Sono sceso dal treno e dopo tre passi ho fatto un sorriso. Ho capito che mentre leggevi eri felice, ed è strano vedere un sorriso su un volto concentrato nelle parole. Mi piacerebbe imparare a leggere come leggi tu.

La libreria del buon romanzo 27 dicembre 2010

Posted by Matteo Contin in Laurence Cossé.
Tags: , ,
add a comment

La libreria del buon romanzo
di Laurence Cossé
E/O, 2010(402 pag.)

-SENZA TITOLO-

Per scoprire il titolo del libro appoggiato sulla tua borsa appoggiata sulle tue gambe, ho dovuto faticare. Il posto in cui mi ero seduto non mi rendeva la cosa più facile: di fianco a te non sarei mai riuscito a leggere sulla copertina. Se mi fossi spostato magari avresti pensato che non so, che magari mi stavi antipatica e io non volevo darti questa impressione. Speravo che ad un certo punto il libro di annoiasse e tu lo avresti ritirato nella tua borsa e, girandolo, avrei scorto il titolo, il nome dell’autore, non so.
Quando ti è arrivato un sms, ho sperato per un attimo soltanto che avresti potuto chiudere il libro tenendo il segno con un dito, e mentre l’altra mano scriveva la risposta al messaggio, io sarei riuscito a buttare un occhio sulla copertina, almeno per un pò. Hai lasciato il libro aperto e, per non farlo richiudere, hai steso la tua mano spalancando le pagine del libro. Non fare mai più una cosa del genere, perchè la rilegatura a colla non è poi così resistente e il libro può rompersi e magari ti dispiace.
Poi mi sono accorto che tra le tue dita, in alto sulla pagina, c’era scritto in piccolissimo il titolo del libro. Me lo sono appuntato sul cellulare per non dimenticarlo.
Sinceramente pensavo fosse qualcosa di meglio.

Twilight 21 dicembre 2010

Posted by Matteo Contin in Stephenie Meyer.
Tags: ,
add a comment

Twilight
di Stephenie Meyer
Fazi, 2006 (412 pag.)

-TRENTADUE ANNI CIRCA-

Oggi è un giorno di domande senza risposta. Me ne accorgo. Cosa spinge una donna di anni trentadue (pressappoco) a leggere “Twilight”? E qual’è la musica che ascolta mentre lo legge (senza vergognarsi)? Il mio libro è un alibi che uso per cercare di capire che musica ascolti mentre lo fai. Leggo un poco e poi alzo la testa, giusto per cogliere qualche indizio involontario, come solo i veri indizi sanno esserlo. Cerco di captare qualche tuo movimento ritmico (mi focalizzo sui piedi, sulle dita, sulla testa) per scoprire i battiti che fanno vivere la canzone e magari capire il genere. Niente. Le uniche cose che si muovono sono le pagine del tuo libro. Magari non stai ascoltando la musica, magari hai le cuffie solo per non farti disturbare dal vagone. Magari nemmeno stai leggendo, magari usi il libro solo come un alibi per cercare di capire la musica che sto ascoltando io.

Bad chili 18 dicembre 2010

Posted by Matteo Contin in Joe R. Lansdale.
Tags: ,
add a comment

Bad chili
di Joe R. Lansdale
Einaudi Stile Libero, 2006 (262 pag.)

-UNA PORTA CHIUSA, UN LIBRO APERTO-

Orecchie nascoste dalla cuffie. Spalle rivolte al vetro e al cielo fuori. Occhi affondati nel libro, nascosti dalle parole. Sono contento quando incontro gente che legge gli stessi libri che leggo io, e sono contento quando queste persone sono come te. Eri lontana, ti ho vista un istante solo, avrei voluto almeno farti una domanda.
Ti ho rivista dopo due giorni. I treni erano in ritardo, la temperatura era scesa di quattro o cinque gradi e tutti avevamo più freddo di quello che avevamo due giorni prima. I treni erano in ritardo, e noi con loro. Le porte del treno alla stazione Milano – Bovisa Politecnico non si sono aperte e tu avevi l’esame alle 11.00, io dovevo essere in ufficio per le 9.30.
A Cadorna siamo corsi su un treno qualsiasi che ci riportasse indietro velocissimo. Hai mandato un messaggio a una tua compagna di corso, per avvisarla del ritardo. Avrei voluto chiederti almeno una cosa e non l’ho fatto. Ti stava piacendo il libro?

Ulisse 16 dicembre 2010

Posted by Matteo Contin in James Joyce.
Tags: ,
add a comment

“Ulisse”
di James Joyce
Mondadori, 2000 (740 p.)

-L’AVVENTURA-

Non hai mai pensato che l’ “Ulisse” fosse un romanzo d’avventura. Almeno finchè non l’hai aperto e hai iniziato a leggerlo. E’ un’avventura per te cercare la logica delle frasi, il momento in cui gli spazi bianchi tra una parola e un’altra diventano una pausa, l’ordine di entrata delle parole, il senso che assumono non sulla carta, ma ora, in questo momento, su questo vagone che corre verso Saronno pieno di gente.
E affronti quest’avventura ortografica, emozionale, improvvisa, gettando la testa nel libro, con tutto il tuo corpo proteso in avanti verso quelle parole pronte ad inghiottirti.

Il posto che cercavo 14 dicembre 2010

Posted by Matteo Contin in Nicholas Sparks.
Tags: ,
add a comment

“Il posto che cercavo”
di Nicholas Sparks
Frassinelli, 2005 (368 p.)

-CINEMA INDIANO-

Aspetti Fede, la tua amica, che sale su alla stazione di Saronno. Intanto tiri fuori il libro dalla borsa, una borsa enorme piena di tutto. Continui mentre cerchi il libro tra il tutto della borsa, continui a dare dei piccoli colpetti con il gomito sulle braccia dei tuoi vicini. Uno dei tuoi due vicini sono io. Mi stai dando fastidio. Inizi a leggere il libro con attenzione: questa mattina davanti a te c’è la porta del bagno e non hai scuse per distrarti con il paesaggio invernale che c’è fuori. Il vagone arriva a Saronno dopo circa 230 righe e in circa 21 caratteri mandi un messaggio alla Fede per avvisarla che sei sul primo vagone. Arriva la tua amica, mi prende dentro il ginocchio con la sua borsa, enorme. Mi ha dato fastidio. Fai sparire il libro nel tutto della borsa e cominci a parlare con la Fede. Ascolto distrattamente che vuoi andare a vedere un film indiano che è fuori al cinema e che è bello, te l’ha detto Marco. Lo vuoi vedere perchè il sabato sera questa estate te li vedevi sempre i film indiani. Mi stai dando fastidio anche adesso.

Invisible 30 novembre 2010

Posted by Matteo Contin in Paul Auster.
Tags: ,
add a comment

“Invisible”
di Paul Auster
Picador, 2009 (320 p.)

-DUTY FREE-

E vorresti nasconderti dietro il libro, le sue pagine, le sue parole. Nasconderti dietro il tuo ipod che cola bianco dalle tue orecchie. Dietro il tuo telefono cellulare che macchia di un rosa insopportabile la tua mano. Vorresti nasconderti dietro la copertina, guardare anche tu il mondo da un puntino che galleggia sopra la i. Vorresti farlo ma è difficile, in questo treno, in questa mattina, in questa Milano che ti uccide di sguardi. E tu ricambi ad occhi chiusi guardando fuori dal finestrino la città che si scioglie sotto la pioggia.
Il libro rimane chiuso sulle tue gambe, senza speranza anche a lui non è permesso guardare sul mondo. Non ti piace nemmeno quel libro. L’hai comprato al duty free dell’aeroporto di Malpensa perchè ti piaceva la copertina. C’era un occhio che spiava dal puntino della i. E tu in quel momento ti sentivi così, in quel momento e in tutti gli altri istanti che uno dopo l’altro compongono la tua giornata.

Vento scomposto 26 novembre 2010

Posted by Matteo Contin in Simonetta Agnello Hornby.
Tags: ,
add a comment

“Vento scomposto”
di Simonetta Agnello Hornby
Feltrinelli, 2010 (405 p.)

-EQUILIBRIO CROMATICO (PER DIRE)-

Appari improvvisamente con un orrendo cappello di lana grigia nell’incrocio blu dei sedili. La copertina troppo arancione del libro in cui sei è immersa, rende tutta l’atmosfera ancora più fastidiosa nel suo non essere abbinata con nessuna cosa all’interno di questo vagone.
Schiacci i tuoi occhi contro le pagine del libro, prima ancora contro le lenti di un paio d’occhiali con la montatura di plastica color panna, brutti anch’essi. Tutto mi fa pensare che pure il tuo libro sia brutto, tutte le sue parole al gusto d’inchiostro, tutte le sue pagine numerate fino alla loro fine.

Non è mia figlia 21 novembre 2010

Posted by Matteo Contin in Hannah Sophie.
Tags: ,
add a comment

“Non è mia figlia”
di Hannah Sophie
Garzanti Libri, 2009 (387 p.)

-L’APPOGGIO DEI TUOI AFFETTI PERSONALI-

Il libro è la base per la tua borsa e lì rimane per tutto il viaggio. E’ nuovo, l’hai comperato perchè ti piace avere i libri tutti per te. Poi li regali alla biblioteca del tuo paese, tanto quei libri sai che non li rileggerai mai più, che sono solo letture per il treno, non libri che servono per essere tenuti per sempre nella libreria di casa.
Ma oggi non hai voglia di leggere e il libro diventa l’appoggio dei tuoi effetti personali. La distanza che ti separa dall’ufficio all’automobile grigio metallizzato che usi per tornare a casa, la riempi scrivendo un sms alla tua amica Cristina. Non usi il T9 perchè non hai mai capito come funziona, nonostante tua figlia Chiara abbia cercato di insegnarti ad usarlo. Passa il controllare e guarda velocemente i biglietti. Non faccio nemmeno in tempo a tirare fuori il mio abbonamento che è già passato. Mi guardi e sorridi, io non so cosa dire. E’ lo stesso treno ad allungare con il suo ritmo il tempo di scrittura del messaggio, tant’è che appena l’hai inviato, le porte si aprono verso la stazione e tu scendi avviandoti verso il parcheggio.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: